Afroitaliani/e

Per tutti coloro che si definiscono afroitaliani/e e/o miste/i o i cui bambini/e lo sono....per chi lo vorrebbe essere, per coloro che pensano che esserlo sia una ricchezza...... Per contattarmi facilmente: associazionebambiniafroitaliani@yahoo.it


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Blogger: afroitaliani
sono una persona interessata all'arricchimento culturale portato dalle minoranze etniche. Sono contro ogni forma di razzismo e per la mixitè!
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (don Lorenzo Milani)

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martedì, 30 maggio 2006

 

«Milano troppo razzista, ritrovi il suo cuore Come è difficile vivere qui con due figli neri»

Lo sfogo di un primario del San Raffaele e della moglie: non c' è integrazione

LA STORIA . IL DISAGIO

L' altro ieri, la signora Tella ha fatto quello che fa ogni mattina. È andata all' edicola, ha comprato il «Corriere». «E quando l' ho aperto alle pagine di Milano, come faccio sempre perché questa è la mia città che amo, mi sono sentita male. Mi è venuto da piangere: quella discussione sul tram, quello scrittore senegalese, Pap Khouma, fermato per il controllo del biglietto, e i 4 controllori dell' Atm - 4, non uno, ha capito? - i pugni, quei passanti che non intervengono, quell' uomo all' ospedale. Pap, ho pensato, avrebbe potuto essere Matteo. Mio figlio.

 Matteo, che proprio 15 giorni fa mi ha detto: "Mamma, io torno per un po' in Africa. Io nero, qui a Milano, mi sento a disagio, proprio non riesco a ritrovarmici". L' ha fatto davvero: ora è in Tanzania, prima ancora era in Uganda e anche in Togo, volontario con le organizzazioni internazionali di aiuto.

 Beh, io pensavo che Matteo, forse, un pochino esagerasse.

 Non che non gli credessi: ma, dopotutto, qui ha vissuto per 25 anni, quasi da quando è nato. In parte saranno cose della giovinezza, ho pensato. Ma ora, dopo quella notizia di cronaca, comincio a credere che Matteo avesse ragione. E che Milano non abbia più, come si dice, il cuore in mano. Che stia dimenticando che cosa vuol dire solidarietà, accettazione degli altri. O non l' abbia ancora compreso del tutto. Spero di sbagliarmi, ma tutto questo mi fa male, molto male. A Sara, l' altra mia figlia adottata, il giornale non l' ho fatto neppure leggere».

Tella Fraschini è milanese e biondissima, come il marito Gianfranco, primario di ortopedia al San Raffaele. Sono nati entrambi nel 1952, e sono sposati dal 1977. Nel 1981 lavoravano in Togo, Africa. E lì adottarono Matteo, che aveva pochi mesi e la pelle scura. Come del resto Sara, adottata nel 1985 a Bogotà, in Colombia. Più o meno negli stessi anni, i Fraschini hanno avuto anche altri due figli, Luca e Maddalena. Insomma: due figli biondissimi e due figli dai ricci neri, quello che oggi si chiama una perfetta famiglia multietnica.

Con tutti i problemi, e le gioie, che questo può comportare: «Tutto affrontato, sempre insieme. Ma l' altro giorno, ecco, leggere quelle cose è stato davvero duro». Matteo è un tipo riservato, spiegano i genitori.

Ma qualcosa, in questi anni, ha raccontato: le tantissime volte che i vigili lo fermavano, chiedendogli la patente («Sarà un caso, ma a me - dice ora la mamma - non è mai capitato in trent' anni») e quella volta che, mentre guidava l' auto del padre, gli chiesero a muso duro: «Dove l' hai rubata?». O quando, spessissimo, qualcuno si stupiva: «Ohé, ma come parli bene l' i taliano!». O quel datore di lavoro che gli rifiutò con mille scuse un posto, ma solo quando lo vide in faccia. E lo offrì invece all' amico, bianco, che lo accompagnava.

Un giorno, papà e figli andarono insieme a San Siro, alla partita. Davanti a loro, in gradinata, un gruppo di ultrà urlava contro un calciatore nero: «Scimmia, lavati, torna nella giungla». Poi si voltarono, videro Sara, e perfino loro zittirono. Tutto si supera, certo, Poi, un giorno, u no apre il giornale e sente un nodo alla gola.

 «Mi ha fatto male - dice Tella Fraschini - leggere dei controllori Atm che avrebbero detto: qui tu non sei a casa tua Come secoli fa, allora, come nelle colonie, come nel Far West? Milano, allora, non è la casa nostra, di tutti, di tutti coloro che si comportano bene e vi sanno convivere? E quelli che hanno assistito a tutto e non hanno detto nulla? Giovani, erano giovani, e questo è ancora peggio. Io ci credo ancora a certe cose, se tornassi indietro rifarei ancora tutto, adotterei i ragazzi. E nella mia città abbiamo trovato tante persone meravigliose. Ma mi chiedo: quanti anni ci vorranno ancora perché Milano accetti i diversi o i più deboli? No, l' altro ieri abbiamo ricevuto tutti un bruttissimo esempio civico».

Quando loro adottarono Sara e Matteo, spiega Gianfranco Fraschini, «lo facemmo anche perché, come dire, ci fidavamo della nostra Milano, sapevamo che aveva un cuore. Ma ora?». Non bisogna drammatizzare, aggiunge il medico: «Uno può essere stressato dal lavoro, anche a me potrebbe capitare di rimbrottare un paziente e poi scoprire che magari stava molto male. Ma se capitasse, poi lo riconoscerei, mi scuserei. E capisco bene come l' Italia stia attraversando tutte le difficoltà dell' integrazione: la storia di altri Paesi ci conferma quanto sia difficile. Capisco anche che, se dobbiamo vergognarci noi milanesi, devono farlo anche i parigini, là dove può bruciare un albergo per immigrati... Ma dico che qui, a Milano, quei signori dell' Atm erano funzionari in servizio, dunque gente con delle responsabilità, da cui tutti si attendono comportamenti saldi e precisi».

 L' Atm continua legittimamente la sua indagine: «Vedremo le conclusioni, magari quei quattro non hanno fatto niente di male. Ma se invece hanno fatto ciò di cui li si accusa, allora hanno dato un esempio deleterio e pericoloso soprattutto alla fascia più debole della popolazione, a quelli che domani potrebbero sentirsi autorizzati ad agire alla stessa maniera. Io non chiedo, non voglio assolutamente, che quei quattro siano puniti in alcun modo. Voglio però, se hanno sbagliato, che almeno dicano "è vero, mi scuso, non dovevo farlo, ho perso la testa, non è stato giusto trattare così una persona. Così non si tratta nessuno, bianco o nero o giallo". Se lo faranno, anche tutti gli altri capiranno. E forse tutti noi milanesi ci sentiremo meglio. Perché questo è qualcosa che riguarda tutti noi: non solo Pap, o Matteo, o Sara, o i funzionari dell' Atm».Matteo Fraschini, adottato negli anni Ottanta in Togo: «Voglio restare in Africa: a Milano mi sento a disagio»
Offeddu Luigi

 

dal Corriere della Sera di Domenica 28 maggio 2006, grazie mille Anna per avermelo segnalato.

Chi volesse aderire al comunicato di citta per tutti contro l'aggressione a pap khouma da parte dei controllori dell'ATM , vada qui http://cittapertutti.blogspot.com/2006/05/aggessione-razzista-milano.html#links

postato da: afroitaliani alle ore 11:40 | link | commenti (5)
categorie: colore, politica, bambini, genitori, razzismo, identitĂ 
giovedì, 25 maggio 2006

Festa/manifestazione

Bambini di Italia

Per i diritti di cittadinanza di tutti i  bambini nati in Italia  

La manifestazione si terrà a Roma il 28 maggio 2006 a Villa Pamphili (entrata via Leone XIII) dalle 10.00 alle 18.30 e sarà una giornata di festa e spettacoli, con musica, balli, giochi e testimonianze da tante parti del mondo.

                                                        

 

postato da: afroitaliani alle ore 12:01 | link | commenti
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lunedì, 22 maggio 2006

Selezione di libri multiculturali dal sito di questa libreria di Londra
http://www.willesdenbookshop.co.uk/
che effettua anche ordinazioni online e spedisce all'estero, quindi anche in Italia.
Abu Lives in KenyaAmazing GraceChidi Only Likes BlueA is for AfricaComing of Night, TheCelebratingEmeka's Gift: An African Counting StoryBirthday to Celebrate: Story of Guru NanakGrace and FamilyColour of HomeFire Children - A West African FolktaleHanda's HenHappy Birthday, Martin Luther KingFootprints in the Forest: a Chembakolli storyHanda's SurpriseJamela's DressMary, Juma & Simba the DogOne Child, One Seed: A South African Counting BookRainbow BirdJamil's Clever CatOur Friends in the Country
postato da: afroitaliani alle ore 13:54 | link | commenti (5)
categorie: libri, bambini, educazione, identitĂ , multiculturalitĂ 
venerdì, 19 maggio 2006

bellissimo libro per bambini, si può ordinare qui http://www.amazon.co.uk/exec/obidos/ASIN/0439802512/qid=1148036471/sr=1-1/ref=sr_1_2_1/203-1868386-7652729

un libro per incoraggiare le nostre figlie non solo a sentirsi fiere della loro bellissima capigliatura, ma anche della loro identità

si può trovare qui http://www.amazon.co.uk/exec/obidos/ASIN/0316525588/qid=1148036672/sr=1-11/ref=sr_1_2_11/203-1868386-7652729

 

 

postato da: afroitaliani alle ore 12:35 | link | commenti (4)
categorie: colore, libri, bambini, educazione, genitori, multiculturalitĂ 
martedì, 16 maggio 2006

Pubblicato oggi il terzo rapporto della Commissione Europea sul Razzismo e l'Intolleranza in Italia:

ecco il link in italiano : http://www.coe.int/T/E/human_rights/Ecri/1-ECRI/2-Country-by-country_approach/Italy/Italy%20third%20report%20-%20cri06-19%20Italian.pdf

Dice tra l'altro che:

- è aumentato in Italia il ricorso a discorsi razzisti e xenofobi in politica, riguardanti essenzialmente gli extracomunitari, i Rom , i Sinti e i musulmani. I membri di tali gruppi hanno continuato a subire pregiudizi e discriminazioni in molti settori.

- La legislazione sull'immigrazione ha reso più precaria la situazione di molti cittadini extracomunitari, e la sua applicazione, soprattutto nei contronti degli immigrati illegali, li espone a un maggiore rischio di violazione dei loro diritti umani.

- In assenza  di un indirizzo politico nazionale orientato a migliorare la situazione dei Rom e dei Sinti e a combattere i pregiudizi e la discriminiazione nei loro confronti , molti membri di tali gruppi continuano a vivere in condzioni di emarginazione che li mantengono praticamente segregati dal resto dellla popolazione italiana.

- Si segnala un deterioramento della situazione anche per i membri delle comunità musulmane dovuto soprattutto alla tendenza riscontrata nei dibattiti pubblici e nei media a passare subito alle generalizzazioni e ad assimilare l'appartenenza a tali comunità al terrorismo.

 La vulnerabilità dei membri di questi e di altri gruppi di fronte al razzismo e alla discriminazione razziale è aumentata, vista l'assenza di un supporto politico per la tutela deglii individui contro l'incitamento alla violenza e alla discriminazione razziale.

postato da: afroitaliani alle ore 12:48 | link | commenti
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lunedì, 15 maggio 2006

Dal 15 al 20 Maggio 2006
Giardini "Nicola Calipari" di Piazza Vittorio, Roma


INTERMUNDIA 2006
diversità e somiglianze, tradizioni e contaminazioni, saperi ed emozioni proposti dalle scuole di Roma e dagli artisti, scrittori e studiosi di tanti paesi.

postato da: afroitaliani alle ore 13:53 | link | commenti
categorie: eventi, roma, educazione, multiculturalitĂ 
lunedì, 08 maggio 2006

Gruppo di incontro per bambini e bambine afroitaliane e per i loro genitori, adottivi e biologici.

Prossimo incontro:

Sabato 13 maggio 2006

ore 16,30 - 18,30

presso il Centro Donna (omissis)

Sarà presente un'animatrice afroitaliana per far giocare insieme i nostri figli e le nostre figlie.

L'incontro è gratuito, salvo un piccolo contributo per l'animatrice e la partecipazione aperta a tutti coloro che hanno figlie o figlie afroitaliane, nere o miste, o lo sono loro stessi/e e a chi fa parte di una famiglia e/o coppia mista.

per info , mandaci un e-mail

venerdì, 05 maggio 2006

Desidero far conoscere l’Associazione genitori soli www.genitorisoli.it , è costituita da famiglie monoparentali, dai loro amici e familiari.
Nasce dalla volontà comune di aiutare chi si trova in una situazione familiare difficile sia a livello psicologico sia sociale, la cui condizione non è riconosciuta dalla legislazione e spesso ignorata dall’opinione pubblica.

L’Associazione genitori soli intende rimuovere gli ostacoli che incontrano quotidianamente queste famiglie.
Ostacoli complicati dalla burocrazia e dalla mancata riconoscenza da parte dello Stato.

e al contempo ringraziarLa per il risalto dato alla nostra iniziativa GRUPPO D'INCONTRO PER  BAMBINI/E MISTI /E E AFROITALIANI/E E I LORO GENITORI

VEDERE qui http://www.genitorisoli.it/news.asp#news_226

 Scarica il volantino dell'iniziativa in formato word (ci vuole qualche secondo..):
http://www.genitorisoli.it/download/afroitalianiperINAFRICA.doc

 

postato da: afroitaliani alle ore 11:11 | link | commenti
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giovedì, 04 maggio 2006

Segnalo questa mia lettera pubblicata dal giornale LIBERAZIONE in data 28 aprile 2006 

 http://www.liberazione.it/giornale/060428/archdef.asp)

Bimbi rom
L’Europa condannal’Italia


Gentile direttore, in merito al suo articolo “I dolori di Ricucci e i bimbi rom rapiti dagli italiani” su “Liberazione” del 21 aprile, volevo dirle grazie, di tutto cuore per averlo scritto. Come madre sono sconvolta per quello che è stato fatto a questi piccoli, ma ancor più arrabbiata per le responsabilità delle istituzioni, che ghettizzano comunità intere in situazioni di degrado e sovraffollamento e che non soddisfano il diritto di ogni bambino, a prescindere dalla sua posizione migratoria, a ricevere una scolarizzazione adeguata. E di conseguenza si rendono complici del fare vivere questi piccoli in uno stato di vulnerabilità estrema. L’Italia è il paese dei “campi”, una realtà vergognosamente scandalosa per un paese civile e una discriminazione etnica. Perché se una madre italiana gagè (non rom) senzatetto si rivolge ai servizi sociali, magari verrà messa in contatto con case famiglie o enti di accoglienza. Ma se una famiglia rom con figli, senza un tetto adeguato, arriva in Italia, viene segregata nei campi, non in un’accogliente casa famiglia. Come invece dovrebbe essere, dato che tutti i minori sono vulnerabili e tutti i minori vulnerabili dovrebbero godere di pari diritti. Proprio in una decisione resa pubblica il 24 aprile scorso, l’Italia è stata condannata dal Comitato europeo per i diritti sociali (Ceds) per il degrado e lo squallore in cui costringe la minoranza etnica rom a vivere, violandone così il diritto ad un alloggio adeguato e di fatto operando una politica di segregazione razziale. Il Ceds nella sua condanna all’Italia ha stabilito che il trattamento di Rom e Sinti viola l’articolo 31 della Carta sociale europea. E, aggiungo io, ai Rom e ai Sinti in Italia lo status di minoranze etniche-linguistiche nazionali non viene loro riconosciuto e pertanto non beneficiano nemmeno
dei diritti che questo status prevede. Adesso sta al nuovo governo prendere atto di questa condanna ed agire di conseguenza per porre fine al razzismo istituzionale di cui questa minoranza è stata e continua ad essere vittima fino ad oggi.

Flora Rossi via e-mail

postato da: afroitaliani alle ore 12:02 | link | commenti
categorie: bambini, razzismo, rom e sinti, etnicitĂ