Rom e Sinti:quando sicurezza diventa emarginazione sociale

Martedi 30 Ottobre ore 10:00
Facoltà di Scienze Politiche RomaTre Aula B (via Chiabrera 199 Metro B S.Paolo)
Partecipano:
prof. Marco Brazzoduro
Imma Tuccillo Castaldo
Due esponenti delle comunità Rom a Roma
con la collaborazione di Popica Onlus
Ormai quotidianamente assistiamo a una martellante campagnamediatica che tenta di identificare i Rom come i principali attentatori alla sicurezza pubblica;campagna del tutto funzionale a chi (governo, sindaci,regioni, prefetti) cerca consensi adottando politiche repressive in nome di un 'impellente bisogno di sicurezza'. Sgomberi,deportazioni e negazione di diritti umani e sociali sono all'ordine del giorno,costringendo le famiglie a vivere in condizioni disumane e di emarginazione.Nella nostra città, in particolare, assistiamo a una trasformazione del territorio che preclude ogni spazio alle comunità Rom, per lasciarlo ad ogni sorta di intervento speculativo.
Riducendo i Rom a un problema di ordine pubblico si contribuisce inoltre a far nascere un 'odio sociale' già molte volte sfociato in episodi di intolleranza e razzismo.
Collettivo Scienze Politiche Roma3
![]() |
|
el vagón libre, con la collaborazione del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli
(CISP) e del Forum Italia-Somalia per la Pace e la Ricostruzione, presenta:
Una Mostra fotografica per una Somalia diversa da quella delle cronache di guerra
7 Novembre - 1 Dicembre
Casa della Memoria e della Storia
via San Francesco di Sales, 5
Roma (Trastevere)
info:
333.5842.700
progetti@elvagonlibre.org
www.elvagonlibre.org
Inaugurazione 7 Novembre 2007
Ore 17.30
Introduzione alla Mostra
Abdurahman Sharif, Vice Presidente di el vagón libre
Ore 17.40
Saluti di Apertura:
Massimo Rendina, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia (Roma - Lazio);
Michelangelo Pipan, Consigliere Diplomatico del Sindaco di Roma;
Paolo Dieci, Direttore del CISP;
Avvocato Angelo Masetti, Portavoce del Forum Italia – Somalia per
la Pace e la Ricostruzione;
Giovanni Miglioli, Presidente dell’associazione Ponte della Memoria;
Un rappresentante del Gruppo IFTIIN
Ore 18.15
La Cultura Somala: Lingua, Letteratura e Musica
La letteratura Somala, dalla lingua orale alla lingua scritta
Abdalla Omar Mansur, Professore di lingua e letteratura Somala
presso l’Università di Roma Tre
Somaliwood e dintorni, quando la terra di Punt si fa arte
Cristina Ali Farah e Igiaba Sciego, Scrittrici Italo-Somale
Ore 19.00
Degustazione di piatti tipici Somali
Ore 19.45
Concerto Musicale
Saba Anglana, cantante nata a Mogadiscio (Somalia) da padre italiano
e madre etiope, presenta il suo nuovo album, interamente in Lingua
Somala, intitolato JIDKA (The Line).
Evento Di Chiusura 1 Dicembre 2007
Ore 14.30
Seminario
Italia e Somalia: una lunga storia
Continuità e discontinuità nei rapporti italo-somali
Antonio Morone
storico, ricercatore presso l’Università di Pavia.
Mohamed Aden Sheikh
Medico chirurgo e analista politico
Moderatori:
Paolo Dieci (CISP)
Abdurahman Sharif (el vagón libre)
Per la stampa: adele_lapertosa@yahoo.it | 338 589 3531
Forum Italia-Somalia
per la Pace
e la Ricostruzione
GRUPPO IFTIIN
![[dance.jpg]](http://bp1.blogger.com/_T9Xr1hpHyLU/RxChQhrhZ9I/AAAAAAAAAO4/ReqrHCqN9l8/s1600/dance.jpg)


Basta con questa bassa cultura!
Io mi ritengo una persona modestamente spiritosa, buffa per qualcuno e addirittura comica per qualcun altro. Conseguentemente, accetto tranquillamente quasi tutto ciò che può passare sotto la forma comica per far ridere a qualcuno o per divertire la gente, finché rispetta la dignità umana. Uno come me, che proviene da un'area dove la libertà di parola è s tutt'oggi metaforicamente utilizzata, non può che apprezzare una democrazia più applicata come quella che regna in questo paese, che è l'Italia. La ricerca di libertà è una delle principali ragioni che spingono molte persone ad abbandonare le proprie patrie ed è uno dei motivi per il quale molti immigrati non si sentono più di tornare nella loro terra d'origine. Quindi, è un bene molto prezioso per tutti noi e guai a chi ce lo tocca!
Ma questa libertà di parola, in una società civile, può essere utilizzata maleducatamente e continuamente per insultare, molestare, degradare, deprezzare e segregare una parte di essa per la sua natura?
E' possibile che essere africano, o meglio nero, continui ad essere un oggetto di caricatura per qualsiasi idiota che vuole salire su un fottuto palcoscenico per far ridere a qualche imbecille? E può la televisione, privata o pubblica che sia, continuare ad essere un mezzo per divulgare questa cultura odiosa e di basso contenuto? Ultimamente, ho osservato da vicino altri paesi europei e mi risulta che l'Italia sia ancora l'unico paese occidentale dove chiunque, sotto la veste di comico e non, può andare stupidamente in qualsiasi programma tv e in qualsiasi orario, per divertire il suo pubblico con il termine “negro”. Infatti, basterebbe menzionare solo il termine “negro” per avere la risata lungamente attesa e un applauso euforico del pubblico, sufficiente per coronare il successo del nullafacente del turno, e giustificare il robusto ingaggio, magari dai fondi pubblici ,di cui i cosiddetti “negri” sono contribuenti. Per il pubblico italiano, almeno quello televisivo, teatrale e cinematografico, il termine “negro” rimane tutt'oggi un sinonimo di idiozia, di stupidità, di imbecillità, di sporcizia, di falsità, di una cosa praticamente orribile, tale da suscitare una risata spontanea ogni volta che viene detto.
Ed è così, purtroppo, che questo pubblico vede o immagina la persona o gruppo di persone a cui quel termine è gratuitamente rivolto senza che qualcuno dica niente. Io non me la voglio prendere con quei film storici di settanta anni fa che continuano a passare sui nostre canali tv, ma me la prendo con chi s'è divertito e crede di aver divertito anche il suo pubblico qualche giorno fa, il 05-10-2007, utilizzando quel termine dall'inizio alla fine del suo intervento nel programma televisivo “Zelig”, di cui sono un “tesserato”, in modo piuttosto sgradevole e disgustoso.
Qualche tempo fa, io e una mia amica italiana, abbiamo deciso di passare la serata al cinema e tra tanti film in quel multi-sala, abbiamo scelto un film italiano di cui protagonisti sono i giovani, eravamo felici di essere "patriottici" e di promuovere il lavoro e gli artisti italiani. Ebbene, la battuta più divertente in quel film sembrava quando la protagonista ha usato il termine "deprimente e deprezzante" per definire l'idea di una ragazza bianca italiana di mettersi con un nero. Tutti gli occhi erano rivolti a noi e vi assicuro che non erano per niente in segno di solidarietà, viste le risate che seguirono.
Beh, il protagonista di quel programma di “Zelig” era il Sig. Giobbe Covatta, il famoso amico dell'Africa, che dopo la sua esibizione è stato addirittura richiamato dal conduttore. Era pure diventato l'uomo simbolo dell'iniziativa Italia-Africa. Chi avrebbe mai detto che uno come lui potesse offendere la dignità degli africani? Sarà difficile crederlo, visto che passano spesso gli spot di lui con i più miserabili bambini nei villaggi più disgraziati del continente africano. Tocca dire però che ci sono molte persone che usano il nome d'Africa per il raggiungimento delle loro ambizioni personali. E dopo quel giorno, ho tanti dubbi circa i rapporti tra il Sig. Giobbe Covatta e l'Africa che spesso dice di amare.
Sono sicuro che quei bambini accetterebbero di perire con dignità se potessero sapere che sull'eventuale pagnotta che ricevono dal Sig. Giobbe Covatta ci si è sputato sopra, che è frutto dell'abilità di quella persona di salire sul palcoscenico per dire al pubblico che la loro "razza" è peggio di quella animale.
Un bambino africano morente preferirebbe non essere salvato se venisse a sapere che chi lo salva è uno che classifica quelli come lui degli esseri spregevoli, indegni di una convivenza civile.
Noi non siamo la Croce Rossa che può ingiustamente subire pe r tutta l'eternità. Credo che sia giunta l'ora di mettere la parola fine a questa scemenza, se l'Italia vuole rimanere la grande nazione che tutti noi ci auguriamo. Tocca sapere che ci sono tantissime persone che vengono ferite quotidianamente da queste persone senza scrupoli e l'istituzione deve intervenire, ora.
Agli africani/e e a tutte le persone di buona volontà, dico che nessuno farà questa battaglia se non noi stessi.
L' Italia è più che matura per rispettare la sensibilità di tutti i suoi cittadini, comunque siano le "razze", utilizzando dei termini socialmente e politicamente corretti.
Blessing Sunday Osuchukwu
blessingsundayosuchukwu.blogspot.com/2007/01/i-am-not-proud-of-you.html
Presentata dall'onorevole Mercedes Frias la proposta di legge per riconoscere a Rom e Sinti lo status di minoranze
L' onorevole afroitaliana Mercedes Frias,come prima firmataria, ha presentato ieri a Roma la proposta di legge n.2858 sull'inserimento delle minoranze rom e sinte nella Legge 482 del 1999: norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Oltre all’onorevole Frias sono intervenuti l’onorevole Leoluca Orlando e l’onorevole Marco Boato, tra i firmatari della proposta. In rappresentanza dei cittadini e le cittadine rom e sinti sono intervenuti la dottoressa Eva Rizzin e Nazzareno Guarnieri del Comitato "Rom e Sinti Insieme". Alla presentazione c’erano persone e associazioni che lavorano sui/con diritti di Rom e Sinti.
Mercedes Frias ha spiegato che questa proposta vuole essere un primo passo “modesto” per restituire dignità a chi vive da tantissimi anni in Italia senza quel riconoscimento che invece viene dato alle altre minoranze etnico-linguistiche presenti in Italia.
Con l’inserimento delle minoranze rom e sinte nell’articolo 1 della legge del 1999, anche queste minoranze avranno pari diritti e dignità. La loro lingua verrà tutelata e si potrà effettuare un effettivo monitoraggio di come i Rom e Sinti vengono presentati nei mezzi di comunicazione di massa.
Grazie a questa legge ci si adeguerà finalmente alla normativa europea che prevede questo riconoscimento e si potrà prevenire e contrastare in maniera più efficace la discriminazione e il razzismo
L’onorevole Frias ha ricordato come questo strumento di legge sia essenziale in questo momento politico nel quale si confonde volutamente la povertà con l’illegalità, in cui si assiste a una deriva securitaria che risponde non ad un reale aumento della criminalità bensì a pura propaganda elettorale dato che punire i poveri sembra creare consenso.
La geografa Eva Rizzin, sinta italiana, ha sottolineato l’importanza di questa proposta di legge che tra l’altro, per la prima volta ha dato la possibilità ai diretti interessati di dire la propria.
Riconoscere il diritto alla tutela delle lingue sinte e romanés , lingue di origine sanscrita che si sono mantenute vive attraverso i secoli solo oralmente equivale a riconoscere il diritto all’esistenza individuale e collettiva di queste minoranze. La perdita di queste lingue vorrebbe dire la perdita di un patrimonio irrecuperabile, del veicolo di una cultura millenaria. Una cultura che la società maggioritaria conosce a stento, dato che se ne sente parlare solo in modo negativo. E la conoscenza è il primo mezzo per cominciare a combattere la discriminazione.
Nazareno Guarnieri, rom abruzzese , ha fatto notare che fino ad ora le istituzioni si sono rapportate con le associazioni “pro-rom” ma non con i Rom e Sinti stessi in prima persona. Ma senza la partecipazione attiva dei soggetti interessati non ci può essere interazione effettiva. Ha anche segnalato che in Abruzzo, dove i Rom sono una componente della popolazione fin dal 1390, la discriminazione verso questi cittadini italiani li spinge addirittura a chiedere di cambiare il cognome per poter ottenere un lavoro. Senza lo strumento essenziale del riconoscimento dello status di minoranza quale percorso di integrazione potrà mai essere possibile?
Leoluca Orlando ha dichiarato che questa legge è essenziale anche perché stabilisce il principio della legalità come rispetto dei diritti umani , tra i quali il primo è il diritto alla propria identità.
Marco Boato ha riferito anche che nel 1999 non si inserirono le minoranze Rom e Sinte nella legge 482/1999 perché ci fu un ostruzionismo serrato da parte della Lega Nord contro la legge, un vero e proprio ricatto per non far includere anche i Rom e Sinti che portò quindi alla loro esclusione pur di farla approvare.
La proposta di legge presentata in data odierna è un vero e proprio atto di giustizia civile, di civiltà giuridica ma per far sì che venga approvata è imprescindibile un impegno sul territorio. Bisogna moltiplicare le iniziative per discutere a livello locale e creare anche l’occasione di far conoscere alla maggioranza la storia e la cultura delle minoranze Rom e Sinte.Come ha concluso anche Gennaro Migliore , una legge non basta, in questo momento storico e politico in cui lo stigma e il pregiudizio è diffuso, è indispensabile lavorare per cambiare il livello di coscienza della maggioranza degli italiani. di Flora, ascolta gli interventi...


“JIDKA (The Line)”
il disco d’esordio dell'afroitaliana SABA
Lunedì 24 settembre esce “JIDKA (The Line)” il disco d’esordio dell’artista, cantante e attrice, italo-africana SABA.
Pubblicato dalla World Music Network, una delle più importanti etichette del panorama world music internazionale, diventata famosa anche grazie alla produzione delle Rough Guides Compilation (in abbinamento alle famose pubblicazioni di viaggio “Rough Guide”) e distribuito in Italia dall’Egea, “JIDKA (The Line)” uscirà in tutto il mondo dal 24 settembre. Si tratta quindi di una produzione italiana, nata e realizzata tra Torino e Roma, ma d’importazione.
Composto da 12 tracce inedite e registrato a Torino tra il 2006 e il 2007, “JIDKA (The Line)”, che in italiano significa “la strada”, “la linea” (da qui deriva il sottotitolo “The Line”), è principalmente cantanto in lingua somala. SABA, autrice (sia dei testi che delle melodie) ed interprete italo-etiope nata in Somalia, parte proprio dalla linea che attraversa realmente il suo ventre dividendolo in due porzioni (una più chiara ed una più scura) per raccontare la sua musica di naturale mescolanza, che da Mogadiscio abbraccia il Corno d’Africa ed oltre, fino a risuonare di ritmi r’n’b e cadenze soul. Così SABA, già nota al pubblico televisivo italiano per aver interpretato il ruolo della poliziotta Katia Ricci nella 2° e 3° serie della fiction RAI “
Attraverso un percorso originale ed una sintesi di ampio respiro, il disco si arricchisce anche della collaborazione di musicisti emigranti provenienti da altre regioni africane come il Senegal, il Camerun, il Gabon. A curare il caleidoscopico cantiere produttivo è Fabio Barovero, compositore di colonne sonore, anima dei Mau Mau e creatore della Banda Ionica, progetto di culto nella World Music degli ultimi anni.
Il camerunese Tatè Nsongan, anch’egli componente storico della band torinese e autore di lavori sensibili ai contatti e agli scambi nel territorio, fornisce il suo importante contributo musicale e autorale.
Saba Anglana è nata a Mogadiscio da padre italiano e madre etiope, ma ben presto si è dovuta trasferire con la famiglia in Italia a causa dei problemi politici del Corno d’Africa. E’ in Italia che SABA impara il somalo dalla madre, forse per riempire una identità variegata fin dalla nascita. Dopo aver conseguito una laurea in Storia dell’Arte, SABA si cimenta con il lavoro nelle case editrici, l'attività di doppiatrice, di scrittrice, di attrice per la televisione e per il teatro. L’espressione musicale rimane l'elemento più forte e ricorrente, che tiene insieme le molte fasi. Dopo aver a lungo cantato in progetti in lingua inglese, è stato l'incontro con la musica africana a ricucire il filo spezzato con le sue origini, a dar voce e corpo a quella che si manifestava come una nebulosa nostalgia per la terra dei natali.
Questa la track-list di “JIDKA (The Line)”:
1) “I Sogni” - feat Felix Moungara; 2) “Hoio” - feat Felix Moungara, 3) “Hanfarkaan”, 4) “Jidka”, 5) “Le Temps Passe”, 6) “Manta”, 7) “Yenne Yenne” - feat Tatè Nsongan, 8) “Furah” - feat Lao Kouyatè, 9) “Je Suis Petite” - feat Tatè Nsongan, 10) “Boqoroda Meskin”, 11) “Melissa” - feat Tatè Nsongan, 12) “Huwaiahuwa”.
Ufficio Stampa SABA: Parole & Dintorni (rif. Manuela Quercioli); 02.20404727