| IL COLONIALISMO DAL VOLTO NUOVO…
VECCHIE E NUOVE FORME DI COLONIALISMO IN AFRICA Roma, 15 e 16 febbraio |
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Il circolo Prc Esquilino, in collaborazione con l’Associazione Articolo 3 ( http://www.articolo3.info/ ), organizza altre due serate che vedono fra i protagonisti alcuni scrittori di vari paesi africani, con lettura di brani dei loro scritti.
PROGRAMMA
15 febbraio, ore 18,30: dibattito sul tema: "Vecchie e nuove forme di colonialismo" a cui parteciperanno Patrizia Sentinelli (ex viceministra al agli Affari Esteri con delega alla cooperazione e per l'Africa),
Godwin Chukwu (storico nigeriano, autore di un libro di prossima uscita sulla storia della Nigeria),
Eugenio Melandri (responsabile di Chiama l'Africa, onlus per la solidarietà con i popoli africani),
Hamadi Zribi (responsabile immigrazione federazione romana PRC),
Stefano Galieni (giornalista, responsabile immigrazione PRC nazionale).
Seguirà un rinfresco.
16 febbraio, ore 18,30: lettura di brani da scritti di
Jorge Canifa (capoverdiano),
Ingy Mubiay (congolese-egiziana),
Ndjock Ngana (camerunense),
Justin Wandja (camerunense).
Gli scrittori saranno presentati e coordinati da Anna Fresu, presidente dell'associazione Scritti d'Africa. Per accompagnare con la musica le letture interverrà il maestro di tamburo Anatole Tah (Costa d'Avorio).
Seguirà una cena a sottoscrizione con cucina capoverdiana. Sarà allestito uno stand di artigianato e prodotti alimentari africani, gestito dalla Bottega del commercio equo e solidale "tenda dei popoli".
L’iniziativa sarà ospitata dall’Associazione "Art.3", in Via Dancalia, 9 00199 Roma
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COMUNICATO STAMPA
DALLA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE DI ROMA
ASSEMBLEA DEL 13 FEBBRAIO 2008
Invitiamo tutte a partecipare oggi 14 febbraio alle ore 17
al sit in davanti al Ministero della Sanità - Lungotevere Ripa, 1 Roma
L'Assemblea delle femminste e delle lesbiche romane che si è tenuta oggi 13 febbraio presso la Casa internazionale delle donne, ha visto la partecipazione di numerose donne di tutte le età che si sono espresse in modo fermo e determinato contro l'azione violenta e ingiustificata perpetrata ieri 12 febbraio presso il Policlinico Federico II di Napoli.
Le donne presenti ritengono che quanto avvenuto è una vera e propria dichiarazione di guerra. Una violenza contro il corpo delle donne, istigata dalla crociata per la moratoria sull'aborto. Una dichiarazione di guerra annunciata, preparata, provocata e istituzionale, da quando lo Stato e la politica hanno abdicato allaloro responsabilità e alla scelta di laicità.
Il tema dell'autodeterminazione delle donne è una scelta di ogni singola donna. A Napoli una donna ha subito violenza, è stata violata la sua privacy, è stato impedito e ostacolato il suo diritto alle cure necessarie (peril tempo occorso ad interrogarla), è stata umil iata e le è stato imposto di 'dare conto' ad estranei in divisa, della sua personalissima scelta.
Un magistrato e sette poliziotti hanno violato la legge agendo in abuso di poteri ai danni di una donna e di tutte le donne.
Vi segnaliamo le manifestazioni che si svolgeranno oggi in risposta a quanto avvenuto il 12 febbraio scorso nel reparto di IVG del II Policlinico di Napoli.
Qui troverete i comunicati ricevuti dalle associazioni femminili, femministe e lesbiche a riguardo.
Il sito verrà costantemente aggiornato sulle prossime iniziative : www.controviolenzadonne.org

I am not black and I am not white
I’m my own colour and that’s all right
A colour is something I cannot change
A colour is something with a very big range
I’m my own colour , and that’s all right
(poesia di una bimba di nove anni, nella newsletter People in Harmony, Agosto 1997)
L’identità mista come una categoria a sè o come parte dell’identità nera?
Nella mia esperienza , le mie figlie vengono immediatamente identificate con l’alterità. Così come accade a una bambina nera. L’esperienza di essere chiesti :”da dove vieni?”in Italia, è condivisa dai bambini misti o neri. Nel futuro l’esperienza del razzismo e discriminazione verrà condivisa.
L’esperienza di altri paesi dove c’è una sostanziale popolazione adulta di gente mista è in questo senso istruttiva di quanto sia duro sviluppare un senso della propria identità e del proprio valore personale nell’assenza di un contesto in cui ci si possa riconoscere.
Quoto ciò che disse in un’intervista Danielle Brown, attrice e sorella della “spice girl” Mel B:
“Quando ero piccola ogni giorno mi svegliavo disperata di avere ancora i capelli ricci e la pelle color caffè. A scuola mi chiamavano “pane nero” così mi coprivo la faccia di polvere bianca per sembrare come gli altri bimbi. Siamo cresciute in un sobborgo di Leeds, ed eravamo le UNICHE BAMBINE NERE a scuola. Solo quando siamo cresciute abbiamo imparato ad amar noi stesse per ciò che eravamo”
Ed ecco la testimonianza di una ragazzina mista, nata in un piccolo centro:
“Mi sono sentita veramente contenta quando ci siamo trasferiti a Londra. Non è tranquillo, ma c’è gente di tutto il mondo qui. Nessuno nota me e la mamma quando camminiamo per strada. Mi ha fatto sentire come se io e lei non fossimo così diverse dopotutto. C’erano altre persone in famiglie miste e sembravano felici.”
(testimonianza quotata da Y. Alibhai Brown in “Mixed Feelings”)
Anche nelle grandi città italiane, in particolare a Roma ci sono quartieri dove il bambino o la bambina mista si trovano a condividere con il bambino o la bambina nera l’esperienza di essere in stridente minoranza a scuola , al parco, o in qualunque contesto sociale frequentano.
In un contesto ancora così poco multietnico come il nostro, per lo sviluppo di una positiva identità etnica credo che sia importante che i nostri piccoli afroitaliani, anche quelli “misti”, vengano aiutati a sentirsi parte della grande comunità della gente nera.
Che ne pensate?