Afroitaliani/e

Per tutti coloro che si definiscono afroitaliani/e e/o miste/i o i cui bambini/e lo sono....per chi lo vorrebbe essere, per coloro che pensano che esserlo sia una ricchezza...... Per contattarmi facilmente: associazionebambiniafroitaliani@yahoo.it


Chi sono

Blogger: afroitaliani
sono una persona interessata all'arricchimento culturale portato dalle minoranze etniche. Sono contro ogni forma di razzismo e per la mixitè!
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri" (don Lorenzo Milani)

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martedì, 24 giugno 2008

I bambini e le bambine del gruppo di incontro per bambini e bambine afroitaliani/e, neri/e e misti/e augurano a tutti e tutte voi buone vacanze! Gli incontri a Roma riprenderanno a settembre dopo la pausa estiva!
Chiunque fosse interessato/a  a partecipare può mandare una mail all'indirizzo associazionebambiniafroitaliani(chiocciola)yahoo.it e sarete contattati/e con tutti i dettagli!
Questo gruppo  si propone come un ambiente multiculturale e antirazzista, nel quale sviluppare  insieme ai bambini e le bambine un senso di appartenenza positiva verso la propria identità etnica
in maniera naturale e giocosa ed al contempo elaborare strategie personali e collettive per affrontare il razzismo.
Si rivolge in particolare a tutti coloro che si sentono parte della diaspora africana in Italia, alle loro famiglie, a coloro che hanno figli e figlie afroitaliani/e, adottivi o biologici, a chi fa parte di una famiglia o coppia mista in cui almeno uno dei membri possa rintracciare le proprie origini nella diaspora africana.
martedì, 17 giugno 2008

Kym Ragusa
La pelle che ci separa
collana: Specchi

pp. 272
€ 16.00 
prima edizione maggio 2008
Isbn 978-88-88389-90-5


Una famiglia afroamericana, una famiglia italoamericana, due comunità destinate a non incontrarsi mai anche se vivono a pochi isolati di distanza. Tra loro una linea di demarcazione invalicabile che viene però attraversata dalla curiosità e dal desiderio. Kym Ragusa è l’incarnazione di questo incontro e degli innumerevoli conflitti che ne derivano. In questo memoir narra la propria storia di persona birazziale, multirazziale, negli Stati Uniti d’America, e analizza che cosa abbia voluto dire essere al contempo bianca e nera, far parte di due comunità in continuo conflitto tra loro ed entrambe emarginate dalla cultura dominante. Per ovviare al fatto che la sua pelle la rende sempre troppo visibile, troppo bianca tra i neri e troppo nera tra i bianchi, la strategia che Kym Ragusa sviluppa sin da bambina è quella di mimetizzarsi, di cercare di scomparire. Fino a che gradualmente, novella Persefone che fa continuamente la spola tra due mondi, comincia a esplorare la propria memoria e a ricercare le proprie origini. E a partire dalla figura delle nonne, così centrali nella sua vita e così fortemente radicate nelle rispettive culture, si riappropria del passato, rivendicando la sua appartenenza a entrambe le comunità.

Traduzione di Clara Antonucci e Caterina Romeo
Postfazione e cura di Caterina Romeo
Kym Ragusa, scrittrice e regista, è nata nel 1966. Vive e lavora a New York, dove insegna scrittura creativa. Per il suo lavoro di scrittrice ha ricevuto importanti riconoscimenti, come l’Ida and Daniel Lang Award for Excellence in the Humanities e una borsa di studio della New York Foundation for the Arts. Nei suoi saggi e nei suoi film, Passing e Fuori/Outside, esplora le proprie origini allo stesso tempo afroamericane e italoamericane e i conflitti che derivano da questo incontro. La pelle che ci separa è stato finalista allo Hurston/Wright Foundation’s 2007 Legacy Award in Nonfiction.
 

lunedì, 09 giugno 2008

Corteo promosso da Rom e Sinti a Roma contro ogni razzismo
 (http://www.flickr.com/photos/hidden_vice/2563288281/in/set-72157605518224347/)
tenutosi ieri, domenica 8 giugno


NON si può far passare per "cultura" la segregazione razziale (Alexian Santino Spinelli, 7/06/08)

Guardate il Video dello storico corteo organizzato e promosso dai Rom e Sinti di ieri

http://www.romauno.tv/newsvideo.php?id=2882

ed in particolare l'intervento di Alexian Santino Spinelli
http://it.youtube.com/watch?v=R667GlX8HcE&feature=user
(prima parte)
e
http://it.youtube.com/watch?v=C0Nxl3QOdZY&feature=related
(seconda parte)

Alexian Santino Spinelli, presidente dell'associazione Them Romano, promotrice del corteo svoltosi oggi nella Capitale.
"Si vuole far passare il campo nomadi - ha aggiunto, - che è una forma di segregazione razziale, addirittura come espressione culturale, come se i rom volessero vivere in questo modo. Non è vero che l'integrazione dei rom pesa sulla tasche degli italiani, perchè passa attraverso i fondi comunitari. Per i progetti di integrazione dei rom vengono stanziati fondi dell'Ue che o non sono attivati o finiscono con il finanziare progetti fasulli di pseudo associazioni di volontariato. Ai rom non arriva nulla".

Il testo lo trovate su: http://sucardrom.blogspot.com/2008/06...

se ne parla anche qui http://noblogo.livejournal.com/

ROM / A ROMA IL CORTEO  'CONTRO OGNI RAZZISMO'

Movimenti internazionali e comunità : siamo in 20mila

postato 1 giorno fa da APCOM
Roma, 8 giu. (Apcom) - Si sono riuniti a piazza del Colosseo a Roma e alle 16 hanno iniziato a marciare fino al Villaggio Globale del Foro Boario: è il corteo dei rom e dei sinti; con loro decine di organizzazioni comprese comunità ebraiche, che protestano contro i campi nomadi "lager moderni", la "deriva razzista" e la "persecuzione" in atto in Italia. Si riconoscono dai cartelli: 'Noi siamo con i rom' e 'Siamo tutti rom'. "Siamo in 20mila", dicono sorpresi e felici gli organizzatori, una partecipazione superiore alle aspettative, pensavano 4-5mila persone e "già sarebbe stato un successo". E invece sono tanti, molti di più, sono arrivati da tutta Italia: Firenze, Pisa, Napoli, Torino, Milano, Bologna, tutti i campi nomadi di Roma e d'Italia hanno mandato rappresentanti. C'è musica, danze. "Un corteo forte e bello, pacifico, grande, qualcosa sta cambiando. C'è stata una bella risposta", dice raggiante Roberto Malini di Everyone , che aggiunge: "Non c'è ostilità, la gente dai bar dai tavolini dei ristorante sorride, è bellissimo".
Il corteo è organizzato da 'Thèm Romanò' in collaborazione con il 'Gruppo EveryOne', il 'Comitato del Casilino 900' e decine di organizzazioni per i diritti del popolo Rom. La manifestazione si concluderà con il "summit" delle organizzazioni per i Diritti Umani
Per la prima volta sfilano molte famiglie Rom per manifestare "contro l'esclusione, la discriminazione razziale, la persecuzione e gli abusi istituzionali che colpiscono i Rom in Italia". "E' in corso una campagna razzista che presenta la gente Rom come una razza dedita ad attività malavitose," sottolineano i leader el Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "mentre si tratta, in realtà, di insediamenti composti da famiglie colpite da un pregiudizio razzista così radicato da causarne l'emarginazione totale dalla società italiana".
Roberto Malini denuncia storie di quotidiano orrore: ragazze rom che tornano a Bucarest con i figli piccoli, morti, in scatole di cartone, bimbi in fasce che muoiono perché lasciati senza coperte o medicine dopo gli sgomberi dei campi - come è accaduto due settimane fa dopo uno sgombero a Bologna, racconta Malini che ha incontrato due disperate giovani madri rom -, stupri di ragazzine nomadi che non hanno una casa dove rifugiarsi. Anche Rebecca Covaciu la giovane artista rom ha dovuto abbandonare l'Italia.
Due giorni fa una ragazza di 16 anni, Neli, è stata pestata a sangue, calci e pugni da un italiano davanti a un locale di Rimini, sulla passeggiata: Nessuno si è mosso, nessuno l'ha aiutata, è al sesto mese di gravidanza. Racconta Roberto Malini: Neli è stata aggredita venerdì 6 giugno, a Rimini, nei pressi di un bar sul lungomare, da un italiano. Chiedeva l'elemosina ai turisti seduti ai tavoli, quando un uomo sui quarant'anni si è alzato, le ha rivolto insulti razzisti e l'ha colpita sulla schiena con poderosi calci. Nessuno dei turisti né dei passanti ha protestato e l'aggressore è tornato a sedersi al tavolino come se niente fosse. La giovane, dolorante e sotto shock, è tornata a Pesaro. Ha passato la notte con il marito e la famiglia sdraiata su una coperta, in una fabbrica abbandonata.
"Al mattino - racconta ancora Malini - però, le sue condizioni si sono aggravate. Fortunatamente il Gruppo EveryOne segue con attenzione la piccola comunità Rom di Pesaro e il marito, Nico G., mi ha telefonato. La ragazza è stata visitata presso l'ospedale San Salvatore di Pesaro, dove le sono stati riscontrati i segni del pestaggio. Fortunatamente la gravidanza non ha subito conseguenze e Neli, a parte i forti dolori e lo shock, sta bene".
Gli attivisti di Everyone hanno denunciato al Parlamento europeo e alle Nazioni unite una sequenza "impressionante"di abusi, istituzionali e non, nei confronti dei Rom, lanciando l'allarme per 70 mila Rom, fra cui 40 mila bambini, "che il prossimo inverno si troveranno in pericolo di vita, quando la temperatura scenderà sotto lo zero e non avranno riparo".
Il Corteo dei Rom è sostenuto da molte personalità della politica, della cultura, dello spettacolo, da testimoni dell'Olocausto ed ex-partigiani, a fianco di centinaia di rom, tra cui Santino Spinelli, il celebre musicista-insegnante italiano di etnia rom, meglio conosciuto co il nome d'arte Alexian. Molte - sottolineano gli organizzatori - le adesioni significative delle comunità ebraiche e dei sopravvisuti dell'Olocausto, come Piero Terracina, in prima fila al corteo, Nedo Fiano e Tamara Deuel, che hanno paragonato l'attuale persecuzione dei Rom agli anni delle leggi razziali. "Abbiamo anche l'appoggio del Pse "; l'eurodeputata ungherese di etnia rom, Viktoria Mohacsi ha recentemente dichiarato in un'intervista: "Cio' che accade in Italia è semplicemente spaventoso".
Contemporaneamente - sottolineano da EveryOne - all'iniziativa di Roma, a Parigi, i travellers a Londra, a Bruxelles, a Bucarest, si stanno formando comitati di attivisti che si preparano a dare vita a sit-in davanti alle ambasciate italiane e a partecipare alla campagna per i diritti dei Rom perseguitati in Italia. "Eppure - dicono gli attivisti - abbiamo controllato i dati del Viminale degli ultimi 10 anni: il numero dei reati commessi da persone di etnia rom sul totale è insignificante. Il massimo è il reato di accattonaggio, e dal 1899 non esiste una sentenza che condanni rom per rapimenti di bambini".
L'8 giugno è un anniversario importante, ricordano: l'istituzione a Monaco dell'Ufficio Centrale contro la Piaga Zingara, nel 1936. L'Ufficio Centrale istituì un censimento del popolo Rom nel territorio del Reich, avviò sgomberi e una politica di 'tolleranza zero'. La stampa propagandistica sollevò un grande allarme popolare, presentando i Rom come malavitosi, truffatori, ladri e rapitori di bambini.
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/06_giugno/08/rom_a_roma_il_corteo_delle_associazioni_contro_ogni_razzismo,15064828.html?pmk=rs
giovedì, 05 giugno 2008

Politica razziale

A Milano iniziano domani le schedature di tutti i Sinti e Rom cittadini ITALIANI!!!!
La politica razziale contro le minoranze, quelle sinte e rom per prime, è iniziata.
E' necessario che tutta la società civile italiana e  tutte le organizzazioni e i singoli in Italia nel mondo protestino contro la barbarie del Governo italiano...
Hanno cominciato dai cittadini italiani di etnia rom, a chi passeranno poi? ai cittadini italiani neri? ai cittadini italiani ebrei? a quelli musulmani?.....
È stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.

Di seguito, vi invito a  leggere la lettera di Giorgio Bezzecchi, vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi la cui famiglia vive in un campo a Milano,( il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Domani tutta la sua famiglia sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom e sinti residenti nel territorio milanese),
e di inviargli un messaggio di solidarietà, scrivendo a
segreteria@operanomadimilano.org, romanodrom@libero.it.

"Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).
Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE". Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.
E' agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani. NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA)...
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinte milanesi... voci dal silenzio...
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre,CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)... mio nonno deportato a Birkenau è uscito dal camino... VERGOGNA!
MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSRE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani........................................"

rag. Giorgio Bezzecchi, Rom Medaglia d'Oro al Valor Civico
sabato, 31 maggio 2008

Dobbiamo chiederci: sicurezza per chi?
Chi minaccia la sicurezza di chi?
 

Mercedes Frias
Un'ondata xenofoba senza precedenti. Il razzismo esploso nelle sue manifestazioni più violente. Flebili reazioni. Provano a reagire i soliti, ancora frastornati dalla frana culturale resa evidente dalle urne. E la potenziale opposizione parlamentare sembra anestetizzata. Incapace di dire, di fare, di muoversi in direzione diversa e contraria di quella della maggioranza. Evidentemente tutto marcia come dovrebbe secondo il loro disegno, secondo le loro prospettive di società. Balbettano ancora che la sinistra ha perso perché non ha capito il Paese, perché ha detto cose sbagliate sulla sicurezza. Colpisce però la miopia, la perseveranza nell'inseguire proclami sicuritari, che individuano nell'escluso il nemico, che fa diventare i dati un'opinione e la percezione pilotata l'unica certezza sulla quale costruire proposte rassicuranti delle fobie collettive costruite in mancanza di risposte ai bisogni della gente, all'impoverimento dilagante.
Duecento prostitute di origine africana uccise nel pressoché totale silenzio negli ultimi tre anni in Italia sono un bell'esempio del razzismo e la violenza contro le donne, nella totale omertà dei media e l'inerzia della polizia.
Donne, ragazzini, uomini che mettono in atto un vero e proprio pogrom contro altre donne, ragazzine, bambini, vecchi, uomini, colpevoli di appartenere all"etnia" maledetta.
Una donna ridotta in schiavitù, ma era "solo una rumena". Rumena anonima, come anonima rimane l'italica aguzzina. Sì perché gli aggressori, anche se presunti, hanno nome, cognome e volto da sbattere in prima pagina, soltanto quando sono "altri";
un'altra anonima rumena violentata dal branco a Roma.
Un barista asiatico aggredito da un branco di giovani neonazisti.
Negozi di cittadini stranieri devastati dal solito branco. E poi, fermi e intimidazione di polizia a Firenze contro due giovani egiziane che passeggiavano in città, coperte con il velo integrale.
Estremisti di destra e cittadini qualunque che si sentono autorizzati a usare qualsiasi mezzo per colpire, punire, il nemico, la minaccia alla loro quiete, al "decoro" delle loro città. Autorizzati da una violenza politica che dà in pasto quotidianamente il capro espiatorio, sia ai razzisti di destra, sia agli esclusi nativi.
La destra xenofoba ha costruito il suo consenso in questi anni con l'esaltazione dell'individualismo, dell'identità costruita per differenza, attraverso una proposta politica etnocentrata, che costruisce e sottolinea i pregi "innati", naturali e superiori degli autoctoni, specie se del nord. A questa visione di sé, si rende indispensabile la costruzione del suo opposto, della minaccia a tanto benessere faticosamente guadagnato: il bersaglio naturalmente viene da oltre frontiera. L'altro, altro da incarnare la radice di tutti i mali, perché non soltanto fa "concorrenza sleale" nelle mansione più squalificate perché costretto ad accettare condizioni più precarie, ma può anche trovare buona collocazione nelle graduatorie per le case popolari e negli asili nido; ma soprattutto, delinque, rende insicure le città, intimorisce le anziane signore. Nulla importa quanto ci dicano i dati sull'andamento della criminalità e sulla reale partecipazione dei migranti come aggressori; loro ci rendono insicuri, loro. Complice il sistema dei media formidabili strumenti di amplificazione dei fatti di cronaca che vedono come autori gli stranieri. Non importa che in campi come le aggressioni sulle donne, gli stranieri siano il 3% degli autori, occupano l'80% dell'informazione.
In materia di politiche sull'immigrazione la destra ha sempre dettato l'agenda, imponendo un'idea, più o meno esplicita, che inchioda, fissa l'immagine dello straniero proveniente dai paesi impoveriti, a quello del delinquente. Il centrosinistra, spesso colpito dalla stessa cultura dell'idolatria campanilista della proprietà e del consumo, ha risposto "difendendo", separando, e via distinguendo fra migranti "buoni", regolari da integrare o meglio assimilare; e quelli cattivi, i cosiddetti clandestini. Così facendo ha dato un notevole contributo a creare l'equazione clandestino-delinquente. Incurante dal fatto che la maggior parte dei migranti oggi regolari, sono stati clandestini o irregolari, sanati con l'unico strumento di regolarizzazione esistente in paese in cui è pressoché impossibile entrare legalmente.
La criminalizzazione dei migranti, specialmente se clandestini, paga dal punto di vista del consenso elettorale. Costruzione politica di nuovi criminali, individuati come causa di ogni male, induzione del senso di insicurezza, di paura; Il risultato è scontato.
Alla luce degli ultimi episodio di aggressione di cui sono stati oggetti i migranti, occorre domandarsi, sicurezza per chi? Chi minaccia la sicurezza di chi?
La spedizione punitiva di un gruppo di giovani romani in un supermercato contro alcuni immigrati, alla vigilia dell'omicidio Reggiani, era l'avvisaglia di quanto può produrre l'uso politico di fatti di cronaca pur orrendi e condannabilissimi. Allora, il leader del Pd ha preteso e ottenuto una riunione del consiglio dei ministri di urgenza con derivante decreto legge, ma, dov'è oggi, dove sono i tanto zelanti custodi della sicurezza con il moltiplicarsi di atti di violenza, non soltanto da ascrivere alla delinquenza privata, ma di chiara matrice razzista e xenofoba?
Tali episodi nella loro gravità sono una conseguenza logica del discorso razzista esasperato maggiormente durante la campagna elettorale e ulteriormente istituzionalizzato con le prime, prioritarie e urgentissime misure del governo: il pacchetto sicurezza.
Oltre le aggressioni fisiche, assistiamo ad un allentamento dei "freni" che circoscrivono certe pulsioni, insulti e aggressioni verbali di ogni tipo nei confronti di persone di aspetto esteriore diverso da quello della maggioranza, è la conseguenza della banalizzazione del razzismo, sia quello individuale, sia quello istituzionale.
Il governo di destra dal canto suo, coerente con il suo disegno, parte velocità all'attacco dei più elementari squarci di dignità degli esclusi. Far diventare reato un illecito amministrativo quale la presenza sul territorio nazionale senza titolo di soggiorno e la reclusione fino a 18 mesi per tale condizione nei luoghi di totale sospensione di ogni diritto sono, atti di vero e proprio razzismo di stato, a danni di chi la propria condizione ha reso fragile e indifeso. E' il governo di destra, agendo fedele a quanto promesso, le timide dichiarazioni
Appare altresì evidente, che la discussione anche in ambito dell'Unione Europea sull'allungamento dei tempi di permanenza nei cpt sia non soltanto espressione di disumanità colpevole, di eccesso di repressione e/o di incapacità di governare gli eventi, ma anche di una di una scelta "economica" data dall'indotto delle carceri?
In questo scenario, urge reagire, uscire dallo stordimento, fare opposizione, decostruire paradigmi; non sono certo le diatribe di potere ai vari livelli o i tentativi di aggregazione per sigle, ora che siamo attoniti e spappolati ad aiutarci a uscire dalla palude culturale, sociale e politica in cui ci troviamo. Siamo minuscole sacche di resistenza, il lavoro è di lunga durata, reagire è un imperativo non più rimandabile.


31/05/2008

venerdì, 30 maggio 2008

Rapporto di Amnesty International sull' Italia: paese pericoloso e razzista per rom e migranti e potenzialmente per ognuno di noi.....

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - Sia il clima di xenofobia che i recenti provvedimenti sulla sicurezza varati dal governo, ma con un vasto consenso da parte dell'opposizione, rischiano di fare dell'Italia "un paese pericoloso" non solo per i rom e per alcuni gruppi d'immigrazione, ma "potenzialmente per ognuno di noi". Lo dice Amnesty International nel giorno del lancio del suo rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani.

"L'Italia rischia di essere oggi un paese pericoloso non solo per i rom e i romeni, ma potenzialmente per ognuno di noi", ha detto presentando il rapporto Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio campagne e ricerca della sezione italiana di Amnesty.

L'associazione internazionale, che fa un vanto della sua indipendenza politica, critica sia il centrodestra che il centrosinistra e accusa i politici italiani - in testa il leader del Pd Walter Veltroni e il presidente della Camera Gianfranco Fini - di avere "una gravissima responsabilità" nel clima razzista che si respira in Italia, con l'intolleranza verso gli immigrati e una serie di aggressioni e attacchi in particolare contro campi rom. E dice che il pacchetto-sicurezza varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana contiene norme "contrarie agli standard internazionali sui diritti umani".

"Atti normativi approvati con un approccio affrettato e propagandistico, dichiarazioni discriminatorie e attacchi xenofobi stanno minando seriamente i diritti umani fondamentali delle minoranze presenti nel nostro paese, in una preoccupante linea di continuità nel passaggio da un governo al successivo", ha detto ancora Carboni, che ha accusato i politici italiani - ma anche "una parte della stampa" - di aver sdoganato "un linguaggio razzista".

"Abbassare la soglia dei diritti per specifici gruppi di popolazione, oltre a essere di per sé inaccettabile, comporta una generale erosione dei diritti individuali di ogni persona in Italia".

Il rapporto sull'Italia cita i giudizi dell'Osce, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, sul rischio che la "stigmatizzazione di gruppi come rom e immigrati" aumenti la possibilità di attacchi contro di loro, e le preoccupazioni dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati per le "risposte demagogiche" della politica italiana sul tema dell'immigrazione.

Sul banco degli accusati finiscono soprattutto l'ex sindaco di Roma Veltroni, in particolare per una frase come "prima dell'ingresso della Romania nell'Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo", all'epoca dell'omicidio di Francesca Reggiani a Roma per mano, secondo l'accusa, di un romeno di origine rom. E l'ex leader di An Fini che, parlando dei rom, disse: "Mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all'accattonaggio".

Fonte REUTERS
lunedì, 26 maggio 2008

Raid razzista al Pigneto

(foto da http://picasaweb.google.com/ppavese/PIGNETO26MAGGIO)
Sabato, una ventina di giovani armati di spranghe, chi con il casco, chi con la faccia coperta da foulard marchiato dalla svastica ha pensato bene di fare una scorribanda per il Pigneto. Correndo lungo via Macerata al grido di "Sporchi stranieri" hanno rotto vetrine e pestato il gestore bengalese di un locale. Anche le vetrine degli altri esercizi colpiti hanno l'unica colpa di essere gestiti da migranti.  La gente è scappata, le saracinesche sono scese e la banda razzista è scappata indisturbata. Per chi non lo conosce, il Pigneto è un quartiere giovane e multietnico. Da villaggio degli immigrati abbruzzesi negli anni 60 è cresciuto abusivamente su se stesso ed è diventato vivace, pieno di locali, di associazioni, di vita pubblica.
 La spedizione di ieri, dunque, potrebbe essere un tentativo di incrinare il clima di convivenza che si respira nel quartiere e di cercare consenso "punendo" un luogo che a qualcuno può dare fastidio.Quel che è certo è che da quando la campagna elettorale per il Comune è cominciata, il clima nella capitale è diventato inquietante. Alle minacce che vengono dalla politica contro le realtà definite come illegali e alla minaccia di "ripulire" la città non solo dai clandestini,ma anche dai nostri connazionali europei e dai Rom di qualunque nazionalità (inclusa quella italiana, probabilmente....), adesso si aggiungono le spedizioni punitive razziste. Questo è un grave atto di razzismo verso tutti noi. Oggi sono i bengalesi, ieri erano i Rom, domani saranno i neri e poi?  Questa "sicurezza" strombazzata da tutte le parti, questa deriva xenofoba manovrata ad arte , l'ossessione securitaria, la campagna diffamatoria contro dei popoli interi, sta mettendo  in pericolo noi tutti e tutte, sta rendendo invivibile i luoghi e gli spazi quotidiani...

Manifestiamo!

Invitiamo tutti i  cittadini romani  democratici e antirazzisti a partecipare oggi
lunedì 26 maggio alle ore 18.00 presso l'isola pedonale di via del Pigneto
ad una manifestazione unitaria  per la convivenza e la solidarietà in risposta alla vile aggressione di chiaro stampo fascista e razzista subita il 24 maggio da alcuni commercianti bangladesi del quartiere di Tor Pignattara.
 
Associazione Dhuumcatu
via Nino Bizio 12
www.dhuumcatu.org
lunedì, 31 marzo 2008

Ma cos'è il privilegio bianco?

Il privilegio che deriva dall'essere bianco è dificile da definire...diciamo che in una società a maggioranza bianca e dove i bianchi detengono tutto il potere, tutti i bianchi hanno questo privilegio, anche se non si è apertamente razzisti.
Questo privilegio è diverso da contesto a contesto e varia anche in base ad altri aspetti della propria identità (l'essere bianco E maschio, conferisce un altro tipo di privilegio) .
Vi dico nel mio caso, io sono bianca, cresciuta in un ambiente totalmente bianco, circondata dal razzismo, delle persone e delle istituzioni
HO dovuto lottare innanzitutto dentro di me per decostruire e resistere al training razzista che ho ricevuto e al razzismo della mia cultura di appartenenza. Spero che questo processo continuo mi abbia fatto cambiare, anche se a volte inciampo negli effetti di quel razzismo interiorizzato e negli effetti del razzismo instituzionale intorno a me. Ma non importa quanto io cerchi di "guarire" me stessa, una cosa non cambia mai...io porto in me il privilegio bianco...
Come ? Quando io faccio domanda per un lavoro, o cerco un appartamento , io non appaio "minacciosa"....Quasi tutte le persone che devono valutarmi per quelle cose , somigliano a me....sono bianche. Loro vedono in me un riflesso di loro stesse...e in una società razzista quello è un vantaggio...
Sorrido, sono bianca, sono una di loro. Non sono pericolosa...
Anche quando io esprimo delle opinioni critiche , mi si perdonano delle cose. Dopo tutto, sono bianca...

Alcune persone bianche , hanno avuto una vita ancora più facile, perchè di famiglia ricca ,e questo ha dato loro ancora più privilegio, altre hanno avuto una vita più dura, perchè la loro famglia era povera, così come io ho subito discriminazione di genere in quanto donna.
Ma alla fine tutti in quanto bianchi abbiamo attinto a qualche forma di privilegio.....
Penso anche a quanti , che magari lo meritavano meno di altri che non possedevano lo stesso privilegio, siano arrivati a certe posizioni grazie alla solidarietà basata sul colore, sul genere, sulla classe sociale o l'ideologia.....
Secondo me è importante ricordarsi di quanto noi siamo il prodotto non solo di quello che noi VOGLIAMO ESSERE ma anche di quello che la società in cui viviamo CI HA LASCIATO DIVENTARE, ci ha dato l'opportunità di diventare...
e le opportunità non sono pari per tutti e tutte...

Il problema con il privilegio legato al colore o al genere è che non è qualcosa di cui ci si può disfare a piacimento...
Ogni volta che io entro in un negozio e la guardia giurata mi lascia in pace per mettersi a seguire una persona nera ( o araba o rom), io sto beneficiando del privilegio bianco...
ci sono migliaia di esempi che si possono fare...
pensiamo pure alla scuola...ma non mi dilungo... io , in quanto bianca , porterò con me quel privilegio fino a quando la supremazia bianca non sarà stata cancellata dalla nostra società
E il primo passo , come bianchi, da fare è proprio non aver paura di ammettere che in quanto bianchi abbiamo beneficiato di quel privilegio...
proprio per poter avere una scelta di cosa farne dei risultati che abbiamo ottenuto anche in virtù di quel privilegio

Riporto anche in calce questo articolo molto bello, in cui tra l'altro l'autrice esemplica che godere del "privilegio bianco" significa non dover pensare a tematiche sul colore se non lo si vuole....mentre invece una persona che non gode di questo privilegio non ha questa scelta, per vivere e funzionare in questa società è costretta a pensare alle tematiche del razzismo che lo voglia o no....
ecco questo lo riscontro anche nelle figlie....quante bambine bianche si sono sentite dire a sei anni, nella nostra società, :"il colore della tua pelle mi fa schifo" ? fortunatamente non molte....
eppure le bambine nere se lo senton dire...anche prima dei sei anni (questa è un'esperienza che hanno raccontato quasi tutte le mamme di bambine che hanno più di cinque- sei anni al nostro gruppo di incontro...)
articolo in inglese :" Come io beneficio del privilegio bianco"
http://www.rootswomen.com/articles/whitebenefits.html


p.s. bianco e nero, son più categorie che colori effettivi... e nero non è solo un discendente della diaspora africana....perchè in quest'ottica in cui credo, anche un rom è un "nero" ....
mi piace la definizione che dà del termine "black" il sito dell'associazione Mosaic http://www.mosaicbrighton.org.uk/index.html
(associazione britannica che ha "ispirato" il mio gruppo d'incontro afroitaliani/e ) , che vi riporto:
"nero" include tutte quelle persone le cui origine ancestrali sono: Africane, Asiatiche, Caraibiche, Cinesi, Mediorientali, Nordafricane, Rom, e le genti indigene delle isole del Sud Pacifico, del contintente americano, dell'Australia e Nuova Zelanda.